è un prodotto naturale esclusivamente a base di fibra rossa di Baobab. Il nome del prodotto deriva dalla sua proprietà di possedere un elevato punteggio o.r.a.c. e dall'inglese full (pieno).
Dalla polpa del frutto di Baobab, ricca di calcio e vitamine, si ricava una fibra rossa filamentosa che presenta uno straordinario potere antiossidante, superiore a quello di altri antiossidanti di origine naturale e sintetica, per la presenza di protoantocianidine, fenoli e flavonoidi. In particolare, la capacità antiossidante della componente idrosolubile della fibra rossa di Baobab espressa come quantità equivalente di vitamina C, è risultata notevolmente superiore a quella di altri frutti notoriamente ricchi in vitamina C (fragola, kiwi, arancia, mela) e quasi cinque volte maggiore di quella dell’estratto secco di acini d’uva. Anche la componente Iiposolubile della fibra rossa di Baobab ha notevoli proprietà antiossidanti, espresse come quantità equivalente di vitamina E (metodo ORAC: Oxygen Radical Absorbance Capacity)**, contenendo la pura fibra del frutto di Baobab, esibisce le proprietà integrate delle due componenti attive.
**The use of photochemiluminescence for the measurement of the integral antioxidant capacity of baobab products Food Chemistry, In Press, Corrected Proof, Available online 6 October 2006,
Elena Besco, Elena Braccioli, Silvia Vertuani, Paola Ziosi, Francesca Brazzo, Renato Bruni, Gianni Sacchetti and Stefano Manfredini.
Il fullorac è un integratore alimentare utile sia per il mantenimento dello stato di benessere, sia in tutti quei casi di debilitazione o squilibrio in cui l’eccessivo stress ossidativo determina o può determinare l’instaurarsi di un cattivo stato di salute; è utile a prevenire danni cutanei fotoindotti, a prevenire, limitare e contrastare l’azione dei radicali liberi responsabili del precoce invecchiamento cellulare, nei fumatori, nei soggetti sottoposti ad intenso esercizio fisico o affetti da patologie in cui i radicali liberi giocano un ruolo rilevante.
IL PRODOTTO È STATO MICROBIOLOGICAMENTE TESTATO
FIBRA ROSSA DI BAOBAB
(Adansonia digitata)
GENERALITA’
Il baobab (Adansonia digitata L, della famiglia delle Bombacaceae) è un maestoso albero alto fino a 20 m con un tronco che può raggiungere i 25 m di circonferenza. E’ una pianta originaria dell’Africa centrale dove cresce spontaneamente, successivamente disseminata in altre regioni del mondo. Il nome baobab deriva dall’arabo buhibab ed è legato alla produzione di “frutti dai molteplici semi”. Il baobab rappresenta per le popolazioni locali una fonte economica preziosa, per il legno e tutti i suoi derivati. La corteccia ad esempio è impiegata per la produzione di fibre e di carta, il legno contiene una gomma coagulante, e le radici sono utilizzate come materiale colorante rosso, ma la sua importanza è legata soprattutto all’impiego di varie parti della pianta dal punto di vista terapeutico e nutrizionale Ad uso alimentare si utilizzano specialmente semi e foglie giovani; la medicina tradizionale sfrutta le proprietà astringenti e febbrifughe della corteccia, quelle antidissenteriche e antinfiammatorie del legno e dei semi, mentre le foglie trovano impiego sia come antiperspiranti che per migliorare la funzionalità renale, per problematiche inerenti la vescica e come antiasmatici ed emollienti. Le numerose citazioni presenti nelle farmacopee africane gli sono valse la denominazione di albero farmacista. Dal punto di vista nutrizionale la parte della pianta più interessante è il frutto. Il frutto maturo si presenta di forme variabili, da ovoidale fino a oblungo-cilindrico e di lunghezza fino a 40 cm. E’ costituito da un epicarpo legnoso e coriaceo a forma di capsula, ricoperto da una lanugine vellutata giallo-verde, e da una parte interna, l’endocarpo. La polpa del frutto maturo del baobab si presenta disidratata e pulverulenta, di colore biancastro e caratterizzata da un particolare sapore leggermente acidulo, dovuto alla presenza di acidi organici, quali l’acido citrico, tartarico, malico e succinico. E’suddivisa in piccoli agglomerati farinosi che racchiudono molteplici semi contenuti all’interno di una matrice fibrosa filamentosa. Dalla polpa, ricca di calcio e vitamine (Magdi A. Osm An, Plant Foods for Human Nutrition 59: 29–33, 2004), si ricava una fibra filamentosa rossa che presenta uno straordinario potere antiossidante, superiore a quello di altre parti della pianta e di altri antiossidanti di origine naturale o sintetica.
FITOCOSTITUENTI
L’analisi chimica eseguita sulla fibra rossa ha rivelato la presenza di antocianine, acido gallico, fenoli, flavonoidi e acido tartarico. Inoltre è stata riscontrata la presenza di composti di interesse alimentare come proteine ad alta digeribilità, fibra alimentare, amido e zuccheri specialmente saccarosio, glucosio e fruttosio. All’interno della fibra i grassi sono presenti in bassissima percentuale.
PROPRIETA’
Sono stati eseguiti diversi studi per la valutazione della capacità antiossidante della fibra rossa con le più importanti tecniche a disposizione: tutte le misurazioni confermano l’elevato potere antiossidante della fibra rossa.
R.O.S.
L’ossidazione é un processo in grado di assorbire elettroni.
Il vocabolo "OXUS" deriva dal greco antico e significa aceto di vino, cioè vino acido. Il vino diventa acido quando resta esposto troppo tempo all'aria ossidandosi.
Di conseguenza, ossidarsi, significa "diventare acidi" da OXUS deriva il vocabolo ossigeno. Attraverso la respirazione noi introduciamo nel nostro organismo ossigeno. L’energia viene prodotta attraverso combustione dell’ossigeno.
L’ossigeno é assolutamente essenziale per la vita. In determinate circostanze, però l’ossigeno può agire anche come una sostanza tossica.
Mentre di solito nei confronti del corpo umano svolge il ruolo di fonte di vita a cui non potremmo rinunciare che per brevissimo tempo, col suo patrimonio ossidante provoca anche manifestazioni chimiche altamente reattive. In casi simili si sviluppano Sostanze Reattive dell’Ossigeno (ROS)

I ROS si formano numerosi quando le cellule corporee devono funzionare in condizioni anomale.
L’ossigeno circola nel nostro corpo in due forme: molecole di ossigeno instabili e molecole di ossigeno stabili.
I ROS sono molecole instabili di ossigeno, innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche soltanto apparentemente salutari.
Un ROS è una specie chimica altamente reattiva. E’ un atomo o una molecola con un elettrone libero.
I ROS reagiscono rapidamente e in modo indiscriminato con le molecole circostanti, per catturare gli elettroni loro mancanti. I metalli di transizione promuovono la produzione di ROS. Nei sistemi biologici, ferro e rame sono catalizzatori particolarmente importanti della produzione dei ROS.
I ROS possono danneggiare le proteine, ossidare le basi del materiale genetico e causare perossidazione dei lipidi.

Il processo di accelerazione dei ROS è prodotto anche dall’energia atomica. Quando viaggiamo su di un aereo siamo bombardati da radiazioni e conseguentemente la produzione di I ROS aumenta in modo esponenziale.

I ROS non sono soltanto dannosi, sono utili per combattere le infezioni, per uccidere i batteri e per controllare il tono della muscolatura liscia, che regola il funzionamento degli organi interni e dei vasi sanguigni. La cosa fondamentale perché i ROS svolgano nell’organismo un’azione efficace e “buona” é l’equilibrio fra questi e gli antiossidanti

i cosiddetti antiossidanti endogeni, che inghiottono i ROS in eccesso ed impediscono loro di danneggiare l’organismo.

Per neutralizzare i ROS, infatti, il nostro corpo produce degli spazzini, i cosiddetti antiossidanti endogeni, Ma spesso, purtroppo, questo equilibrio si rompe a nostro svantaggio.
La vera genesi delle malattie è data dal bilancio del dare e dell’avere, cioè il rapporto, tra l'entità di sostanze tossiche, batteriche (Fonti di radicali liberi) e le difese.
che inghiottono i ROS in eccesso ed impediscono loro di danneggiare l’organismo.
Ci sono due modi per evitare la malattia: o non essere esposti o essere esposti ma difesi.
E’ il bilancio del dare e dell’avere che crea il benessere.

Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo”. Questo affermava Ippocrate (460-377 a.C.) padre della medicina. E’ proprio il cambiamento del modo di mangiare che ci permette di avere dei risultati ecezionali nelle malattie degenerative come l'arterio sclerosi.
A tal proposito molto interessante risulta uno studio effettuato in U.S.A. dall’ Human Nutrition Research Center on Ageing presso la Tufts University a Boston nel Massachusetts che ha stabilito un punteggio anti-ossidativo in base agli O.R.A.C. Oxigen Radical Absorbance Capacity*.

Si è elencata una lista di vegetali che apportano punti anti-radicali liberi. Sinora le proantocianidine oligomeriche (OPC=Oligomeric Proantho Cyanidis), anche dette leucoantocianine o picnogenoli venivano date come le sostanze naturali a più alto potere antiossidante in base agli O.R.A.C. ottenuti. Gli OPC costituiscono una famiglia di polifenoli naturali appartenenti alla classe dei bioflavonoidi, ritrovati in diversi frutti e piante, presenti in concentrazioni particolarmente elevate nei semi di uva rossa e nella corteccia di pino marittimo. Sono formati da un numero variabile di unità flavaniche (catechina, epicatechina) e hanno la caratteristica, se riscaldati in ambiente acido, di idrolizzarsi fornendo antocianidine (da qui la denominazione di proantocianidine).
Recentissime ricerche*, condotte pressol’Università di Ferrara, Dipartimento di Scienze Farmaceutiche hanno dimostrato la straordinaria capacità antiossidante della fibra rossa del baobab.
*Wang, H., Cao, G., Prior, R.L., "Total Antioxidant Capacity of Fruits," Journal of Agriculture and Food Chemistry, 44, 1996, 701-705
Il dosaggio ORAC, messo a punto per valutare la protezione che le sostanze antiossidanti forniscono all’organismo nei confronti di idrossidi e perossidi reattivi, è una metodica molto sensibile che utilizza la beta-phycoeritrina (beta-PE) come proteina indicatrice (marker di fluorescenza) e un azocomposto solubile in acqua, il AAPH, come promotore di radicali liberi (si decompone termicamente formando, a velocità costante radicali perossilici acquosi).
La fluorescenza della betaphycoeritrina è altamente sensibile alla sua conformazione e alla sua integrità chimica, e la perdita di fluorescenza in presenza di radicali perossilici è un indice del danno ossidativo generato dalle specie reattive.
In un dato campione l’inibizione della degradazione della betaphycoeritrina (che si riflette nella conservazione della sua fluorescenza), grazie all’azione protettiva degli antiossidanti presenti, è una misura della capacità antiossidante del campione nei confronti delle specie reattive. Finché gli antiossidanti sono in grado di catturare i radicali, essi proteggono il marker di fluorescenza dal decadimento; terminato l’effetto degli antiossidanti, i radicali reagiscono con la betaphycoeritrina che perde fluorescenza. Il tempo di decadimento della fluorescenza è proporzionale alla quantità e all’attività degli antiossidanti presenti nel campione.
I risultati sono quantificati calcolando la differenza tra l’area al di sotto delle curva di decadimento nel campione in esame e l’area al di sotto della curva di decadimento relativa ad una reazione in bianco, cioè non contenente antiossidanti aggiunti.
Questa metodica consente di combinare due parametri, il tempo di inibizione e la quota percentuale di inbizione delle specie reattive dovuta agli antiossidanti totali calcolati come quantità singola.
Ciascuna reazione è calibrata usando uno standard Trolox, un analogo idrosolubile della vitamina E.
1 unità ORAC = 1 microM di equivalenti Trolox
Il prodotto é stato microbiologicamente testato.. |
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